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Nebrodi:
Catafurco Waterfall and Longi
Straits (Banchi di Longi in local dialect)
These amazament places are located in Galati Mamertino.

On
railroad A18 exit Capo d'Orlando following the indication for: Rocca di Capri
Leone, Galati
Mamertino. Crossed Galati centre continuing in direction Pineta (pinewood).
At the end of the asphalted street a narrow peeble path begins. Left the car and
started to walk. After 1,5 hour trek you'll reach the waterfall. The best time
for this trip is in springtime after a rainy winter.
You can reach the Straits get on with walk along the stream Milè, or following
another path
that starts opposite the narrow street for Abbazia (Church) San Filippo di
Fragalà on provincial street for Galati . Believe me it's an intriguing
excursion that gift you extrordinary sensations ... Good walk !!!
Nebrodi Lakes:
Up
 1.
Maulazzo
Lake and Biviere (Cesarò):
The trek for Maualzzo and Biviere
Lakes starts at Portella Femmina Morta, over Villa Miraglia Refuge. Left
the car and began to walk. After 1,5 hour you'll reach the lake (about 4
kms). You can have some rest in the beech wood, if you want. Going along the
path, crossed the wide valley, proceeded to walk. After 2 hours,
you'll get to Biviere Lake. Before reaching it, take an breathless view of
Rocche del Crasto, on your left.
2.
Trearie Lake (Floresta)
From Randazzo you have to
follow the indication for Santa Domenica
Vittoria and
Floresta, going along till
Portella Dagara. Here left the car, ... the trek begins !!! After 3kms south
direction, just an hour, you'll reach the lake. Enjoy youself, trekking circle
the lake, birdwatching, or sitting above a tree smelling and tasting nature
spring flavours.
Up
 3.
Laghetti Campanito & Monte Sambughetti
(Mistretta)
Railroad A19 CT-PA following
Cerami direction, exit Mulinello, going along SS476 Mistretta direction. At km
29, in front of a wood gate park the car. Upstairs littel wood ladder and get in
the Park. After half an hour you get to the first lake. Now you can decide what
to do. Following the indications, in some minutes you'll reach the other 2 lakes,
in an hour you can get to Nivarola Cave, and in 2,5 hours you can arrive to
Sambughetti Mountain. Good walk brave explorers, ... I wait your mails, if you
need a guide contact us !!!
Campanito Reserve, was instituted in 2000 to protect the
beech wood. Situated on Sambughetti (1557m) and Campanito (1509) Mountains, it's
large 2358 ha and extended between Nebrodi and Erei in Nicosia and Cerami
country. In medioeval age was built an aqueduct which drived the water
from mountain to Nicosia. The stream Catalogno, Cerami River, torrent Sperlinga
and Salso River are Simeto's tributary. In the Reserve there are cork trees,
cestnut trees, oak, and beech at high share. The lakes are circled by poplar
trees and hydrophil vegetation. In the thicket live fox, wild cat, porcupine,
wild rabbit, ... There are five paths, I suggest the first following the
indications. (by Simone Guglielmo - Authorized Guide)
Up
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Walking trough Nebrodi Mountain (12 maggio 2010)
Up
Beautiful words were delivered when the Indians Seattle Chief sold the land, in which him and his tribe lived, to George Washington: "If we haven't got the property of the land in which we walk, how can you buying it? ... The Land is sacred, ... animals are human's fellows, ... When the last fish will be fished for, when the last tree
falls down, maybe the white man learn that there are things that mustn't be sold..." !!!

These are the first words I've read when I began to collect material for my working degree about Nebrodi Mountains, and these are the words that better explain the nature of the place.
Nebrodi are the last Sicilian green lung. Created in 1993, it was one of the greatest and important Sicilian Natural Regional Park.
Nebrodi woods seems Alpine forests which have reached here the last southern distribution location. Olms, Beeches, Cork Oaks arrived here during the last ice age. It's wonderful to walk in these woods in every
time of the year and watch the landscape changing. In the winter azure crystals adorn the trees, like christmas candles, in Springs many streams run down the paths, Summer is the time in which the land play a wild symphony. In Autumn it's red and yellow wherever you watch, a colour symphony.
Up
Some trees are very extraordinary such as
Montane Maple in Soro Mountain (1.840 m.s.l.) , with its 22 meters height and 6 meters circumference. A real natural wild monument. In
some other place a real time machine shows us prehistoric trees such as:
Petagnia Saniculifolia (dedicated to a famous botanic Vincenzo Petagna, while the adjective sanus means the health power of the plant) and
Taxus
Baccata (known as the Dead Tree, cause every part of the plant, except the berry, is poiso nous by reason of a toxin), with the same Giurassic organical structure.
Even if you're not a naturalist you can recognize the
Petagnia from an hard celery smell, beside waterway and stream (above all in Vallone Calagna). It's a protected endangered species included in the red list, while the
Taxus (in Caronia woods) is a fir tree-like, but with red berry too.
Up
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Il nome Nebrodi,
secondo una delle teorie più affascinanti, risalirebbe a Nembrod, il
mitico re della tradizione semitica identificato con Orione. L'ipotesi sarebbe
avvalorata dal tipo della "lepre in fuga" presente nella monetazione
antica di Messina, ripreso appunto, dalla costellazione di Orione. Accanto alla
suggestiva origine leggendaria, l’ipotesi più accreditata vuole l’etimo
derivante dal greco "nebros", cerbiatto, una specie un tempo molto
diffusa sui Nebrodi e oggi totalmente estinta a causa della caccia
incondizionata dell’uomo.
Queste montagne erano un
tempo regno incontrastato di cerbiatti, lupi, caprioli, orsi, daini e
cinghiali, specie oggi completamente scomparse a causa della sconsiderata azione
umana.
Oggi il
patrimonio faunistico più ricco è offerto dagli uccelli grazie alla presenza di
alcune stazioni umide d’alta quota (il Biviere, il lago Trearie, l’Urio
Quattrocchi e altri specchi d’acqua incastonati tra i monti.) che fanno di
questi boschi una meta obbligata per molti migratori europei. Sui Nebrodi sono
state classificate circa 91 specie di uccelli stanziali (nidificanti su
questi monti), e numerose altre specie di passo (migratori).
La
formazione di questi monti comincia verso la fine del periodo giurassico, ma è
circa 25 milioni di anni fa che le spinte tettoniche che portarono all’emersione
di un continente (posto forse a nord della Sicilia) e che ne decretarono la
successiva distruzione, causarono il sollevamento di questa catena montuosa che
conserva in sé, tracce del continente scomparso (nei feldspati e nella mica di
M. Soro, nelle argille di Nicosia, nei carbonati di M. Pomiere, per fare alcuni
esempi)
(da
B. Favarò, Nebrodi – Il parco tra natura e cultura).
Quelli che oggi sono rilievi montuosi, erano un tempo abissi marini, ed anche
abbastanza profondi a giudicare dall’altezza di alcune cime (M. Soro 1.847 mt).
Ai primi insediamenti umani risalgono reperti litici trovati presso Rocca S.
Marco tra Ucria e Floresta. Villaggi neolitici nei pressi di Alcara sono
testimoniati dai ritrovamenti ceramici rinvenuti nella Grotta carsica del Lauro
abitata ancora nell’età dei metalli. Frammenti di ceramica del tipo di Piano
Quartara (Lipari) testimoniano lo stretto rapporto esistente tra queste comunità
e quelle dell’arcipelago eoliano.
(Il
rapporto storico tra l’uomo e il territorio, Nebrodi – Il parco tra natura e
cultura).
Le realtà abitative presenti
in epoca romana non sono di tipo differente identificabili con certezza. Erano
piccole o medie aziende agricole, o ville patrizie, usate come cave di pietra in
epoca medievale.
Nell'alto medioevo la
situazione cambia. Molti centri vengono abbandonati, la popolazione si
trasferisce in luoghi meno ospitali, perché maggiori sono le esigenze di difesa.
Si prediligono le alture e i siti arroccati, ripidi e facilmente difendibili. Le
colline si riempiono di eremi basiliani, fondati dai monaci provenienti
dalla Calabria, (tra tutti quello di S. Nicolò Politi ad Alcara).
Nel Basso Medioevo, tra l'XI
e il XII sec. d.C., si assiste alla rinascita di alcuni centri (Cesarò, Alcara
Li Fusi, Caronia, Mistretta), ad opera di comunità greco-bizantine, o per
l'integrazione con uomini provenienti dal nord-Europa, al seguito della regina
Adelaide di Monferrato.
La sua venuta in Sicilia,
nell'XI secolo con folte schiere di Provenzali, Piemontesi e Lombardi al
seguito, determinò la formazione di particolari isole linguistiche in cui
sopravvissero tratti fonetici e influenze lessicali tipiche delle lingue
celtiche, creando quella rarità linguistica, molto ricercata dai filologi, che
sono i dialetti gallo-italici, assenti nel resto dell’isola.
Dall’impianto
medievale derivano i resti delle numerose torri di avvistamento presenti
nell’area, posti al centro della zona dei castelli sul modello della mitica
Demenna (città greco-bizantina per alcuni mitica, per altri realmente esistita),
situata in un non meglio identificato centro sui Nebrodi. Molte città vantano
tra le loro origini leggendarie questo leggendario centro. Esempio mirabile
dell’epoca normanna è il Castello romanico di Caronia. Posto al centro
dell’omonimo paese, restaurato negli ultimi anni, è visitabile previo
appuntamento telefonico, in quanto trattasi di dimora privata. E qui potremmo
aprire una piccola parentesi sul perché un bene pubblico non goda di uguali
attenzioni e troppo spesso venga abbandonato a se stesso, all’incuria del tempo
e degli elementi dopo essere stato spogliato dei suoi beni più preziosi.
Piccoli centri dalle strette vie medievali, percorrendo le quali
si respira un’atmosfera perduta di tempi lontani. Odore di legna che fuoriesce
dai camini, piccoli vicoli che risuonano, a tratti, di passi: Caronia, Cerami,
Alcara, Tortorici, Cesarò, … ognuno storia, una leggenda, un tempo incantato da
raccontare.
Ecco perché sui Nebrodi i luoghi antropizzati sono divenuti parte integrante del
patrimonio da tutelare e proteggere, quale testimonianza di una cultura, quella
contadina, che più che in ogni altro luogo ha fortemente permeato di sé il
paesaggio circostante.
Un esempio è costituito da Borgo Milè (Galati Mamertino), che si incontra
percorrendo il sentiero che conduce alla
Cascata del
Catafurco (uscendo dal paese di Galati), un assaggio dei borghi
rurali che è possibile incontrare su questi monti. La Cascata è assolutamente
magnifica. Raggiungibile in poco più di un’ora di cammino, in questo anfratto
naturale circondati da roccia ed acqua è la potenza della natura a farla da
padrona, e non si può fare a meno di capire perché sia detta anche “la
marmitta dei giganti”.
Altro villaggio rurale degno di nota è Borgo Stidda. Sito nell’omonima
contrada in territorio di
Alcara, è considerato tra i villaggi
contadini meglio conservati dell’intera Europa. Incastonato tra le Rocche del
Crasto, lo splendido paesaggio naturale che gli fa da sfondo contribuisce ad
aumentarne il fascino.
Un’escursione al
Biviere
non può mancare. Partendo da
Portella Femmina Morta, poco oltre l’abitato di Cesarò, si supera l’invaso
artificiale del
Maulazzo
(a vederlo non si direbbe,
immerso com’è in una lussureggiante faggeta…), ed è possibile imbattersi nei
Sanfratellani, che pascolano liberamente su questi monti e attorno alle rive del
lago. Splendida razza equina diffusa principalmente nella cittadina di
Sanfratello, vanta nobili origini ed eccezionale forza e robustezza. Derivante
dagli incroci tra l’antico cavallo Sicano (utilizzato dai Greci nel 400 a.C.
circa), con cavalli arabi e normanni (scesi al seguito della regina Adelaide
nell’XI secolo d.C.), grazie ad una rigida selezione naturale operata dalle
condizioni ambientali, è dotato di eccezionale forza fisica e resistenza ai
rigori ambientali. Per correggerne il ginocchio montonino e aumentarne la taglia
sono stati scelti stalloni ungheresi che hanno contribuito ad accrescere la
vigorosità e particolarità della specie.
Poco prima di arrivare al lago, sulla sinistra si apre un magnifico
scenario naturale, che offre la vista più spettacolare che si possa immaginare
sulle Rocche del Crasto, un enorme blocco calcareo mesozoico che costituisce una
diversità nella diversità, un’ ”anomalia” nel paesaggio nebrodese, contribuendo
ad accrescerne l’importanza geologica ed incrementandone la biodiversità: qui
nidificano le aquile, e qui sono stati reintrodotti, da alcuni anni, i grifoni,
gli avvoltoi spazzini, che ripuliscono i boschi divorando i resti di carogne di
animali morti (ad onore del vero, non tutti sono d’accordo con questa operazione
di reintegro. Alcuni studiosi e naturalisti sostengono che si tratta di
un’ulteriore forma di violenza su un ecosistema già fin troppo provato).
Corre l’obbligo di aprire un’altra parentesi. Troppo spesso purtroppo,
camminando in mezzo a questi paesaggi naturali, luoghi di una bellezza selvatica
e quasi primordiale, si scorgono piloni, tralicci, briglie in cemento lungo gli
argini dei fiumi, che appaiono come ferite aperte nel ventre della terra.
Urgerebbe un’operazione di bonifica, ove ciò sia possibile, perché a volte tutto
sembra, fuorché di muoversi all’interno di un’area protetta.
Alcune zone sembrano totalmente abbandonate a se stesse. Segnaletica del tutto
assente, carenza di operatori, di sentieri tracciati o di tabelle esplicative.
Ancora più spesso dopo l’apertura di un nuovo sentiero, viene poi dimenticato ed
abbandonato a se stesso. Inutile dire che senza la necessaria manutenzione nel
giro di pochi anni sia destinato a scomparire. Piccoli interventi di
salvaguardia contribuirebbero a migliorare la fruizione e la salvaguardia
dell’area.
Ovviamente ciò non vale per tutte le zone. L’area di
M. Sambughetti,
per esempio, è ben attrezzata. I sentieri tracciati sono visibili e facili da
individuare, le indicazioni circa la durata degli itinerari e la loro difficoltà
sono chiare e ben in evidenza. Tutta l’area è attrezzata anche per trascorrere
delle piacevoli mattinate in riva ai laghi cullati dal rumore delle acque e dal
gracidio dei ranocchi.
E’ impossibile raccontare in poche pagine queste magiche montagne:
antichi riti
dall’antico sapore magico e antropologico, sagre feste e tradizioni
contribuiscono ad accrescere il fascino e la magia di questa zona, … ma questa è
un’altra storia !!! (M.
Virgillito)
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